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FAQ sulle polizze LTC

Piccola introduzione: Le polizze Ltc e il ruolo di Altroconsumo.

Le polizze Ltc sono arrivate sul mercato italiano nel 2000 ed Altroconsumo ne ha capito subito le potenzialità. Siamo convinti infatti che siano un prodotto assicurativo essenziale in una società che invecchia sempre di più e in cui il rischio di diventare non autosufficiente è molto elevato. Le cure e l’assistenza della non autosufficienza sono a carico delle famiglie, se non totalmente, per una buona percentuale, e queste coperture possono essere davvero interessanti soprattutto se stipulate in età relativamente giovane. Abbiamo quindi da subito fatto test comparativi sulle poche polizze distribuite. Ad oggi ci sono una quindicina di polizze ed il mercato è ancora molto piccolo. Ma i prodotti non sono tutti uguali come dimostrano le nostre comparazioni; sono tanti gli aspetti che bisogna considerare per valutare la qualità di una polizza Ltc ed Altroconsumo Connect, il broker assicurativo del Gruppo Altroconsumo, vi può aiutare a trovare un prodotto adeguato e soprattutto ad un prezzo corretto. Per questo è importante aderire al nostro gruppo di acquisto. Più siamo più aumenteremo il nostro potere contrattuale nei confronti delle compagnie assicurative e potremo così ottenere il miglior prodotto possibile ad un prezzo adeguato.

Di seguito qualche informazione in più su polizze, caratteristiche, premi, aspetti da tenere in considerazione nella scelta.

Che cos’è e a cosa serve una polizza ltc?

LTC è l’acronimo di long term care; sono delle coperture che, dopo avere pagato un certo numero di premi annui , garantiscono una rendita mensile, un eventuale capitale aggiuntivo o il rimborso delle spese mediche all’assicurato nel caso diventi non autosufficiente e quindi non sia in grado di compiere da solo un certo numero di attività essenziali della vita umana come nutrirsi, vestirsi, lavarsi, muoversi. La non autosufficienza può essere provocata da un infortunio, una malattia degenerativa, una malattia improvvisa o semplicemente dall’avanzare dell’età.

Perché è importante assicurarsi dal rischio perdita della autosufficienza?

La popolazione italiana invecchia sempre di più e questo fa crescere i bisogni sanitari e socioassistenziali degli individui in condizione di fragilità. E’ chiaro che il problema dovrebbe essere affrontato a livello statale con maggiori risorse per ospedali e strutture di lunga degenza. Ma oggi nella maggior parte dei casi sono le famiglie a dover seguire un anziano non autosufficiente sia materialmente che economicamente. Ogni anno le famiglie italiane spendono 7 miliardi di euro in personale domestico che accudisca persone disabili. Una cifra che ha un'incidenza sul Pil di 1,3 punti percentuali. Nel tempo, il lavoro domestico ha acquisito un peso sempre maggiore. Colf e badanti aiutano gli anziani che, con l'allungamento dell'aspettativa di vita e la maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, sono diventati un vero esercito da accudire. Un’assistente familiare, costa alla famiglia circa 15.800 euro all’anno (più i costi di vitto e alloggio) e in alcuni casi potrebbe rendersi necessaria addirittura un ulteriore aiuto. Le polizze Ltc danno un sostegno economico alle famiglie; permettono di assicurarsi una rendita periodica per coprire parte delle spese di gestione della non autosufficienza.

Come viene definito il premio?

Il premio di una polizza ltc dipende da due fattori fondamentali: la rendita mensile o il capitale che si vuole assicurare e l’età dell’assicurato al momento della prima stipula. Più si è giovani e minore è il premio da pagare. Se si diventa non autosufficienti si cessa di pagare il premio assicurativo della polizza e si ha diritto ad ottenere una rendita finché si rimane non autosufficienti e quindi fino alla morte. Il pagamento della rendita mensile è a vita a meno che non si torni ad essere autosufficiente.

In tutte le polizze c’è una clausola che permette alla compagnia di modificare il premio annuo stabilito all’inizio. Però deve essere passato un certo periodo di tempo dalla sottoscrizione in genere dopo 5 anni e comunque serve sempre un preavviso all’assicurato di almeno 45 giorni. In questo periodo l’assicurato può recedere dal contratto ed ha diritto in caso di recesso ad una rendita ridotta se si tratta di una polizza ltc di tipo vita.

Per quanto tempo occorre pagare il premio?

Le polizze vita ltc possono essere, dal punto di vista del pagamento del premio, a vita intera o a vita temporanea. Nel caso delle polizze a vita intera si deve pagare il premio annuo per sempre finché non si diventa non autosufficienti o si muore. Nel caso invece delle polizze a vita temporanea si paga il premio per un certo numero di anni e poi si ottiene la copertura che sarà valida per sempre.

Chi si può assicurare?

La polizza ltc può essere acquistata solo da chi è in buone condizioni di salute al momento della stipula: altrimenti la compagnia non darebbe mai una copertura. La valutazione del rischio è affidata di solito ad un questionario sanitario che contiene informazioni sullo stato di salute del potenziale assicurato. Attenzione a non omettere informazioni sul proprio stato di salute; può accadere che proprio perché si sono date informazioni non veritiere o incomplete l’indennizzo non venga riconosciuto. In alcuni casi può anche essere chiesta una visita preventiva. Oltre allo stato di salute talvolta sono inoltre indicati per ogni polizza l’età minima e/o massima che deve avere la persona da assicurare al momento della prima stipula. Il dato rilevante a cui porre attenzione è l’età massima che si può avere per sottoscrivere la polizza che è normalmente compresa tra i 60 anni e i 70 anni.

Si può recedere?

In una polizza Ltc potrebbe essere lungo il periodo per cui si deve pagare il premio. Può accadere che ad un certo punto della sua vita l’assicurato decida di non pagarlo . Cosa succede allora ai premi già pagati? C’è la possibilità di interrompere il pagamento dei premi ed ottenere una rendita inferiore a quella inizialmente prevista? O si perde tutto? Sul mercato ci sono prodotti di vario genere. Ovviamente le polizze malattia non danno alcuna possibilità in questo senso. Se non si paga un premio il contratto si risolve e non si ha diritto ad alcuna copertura. Nessuna polizza Ltc vita prevede il riscatto e quindi non è possibile interrompere il pagamento dei premi e riscuotere il capitale fino a quel momento accumulato. Unica possibilità è la riduzione della rendita; cioè il capitale accumulato resta alla compagnia che, se si verifica la non autosufficienza, pagherà all’assicurato una rendita inferiore a quella prevista (con delle penalizzazioni). E’ importante scegliere una polizza adeguata da questo punto di vista, sapendo che sul mercato ci sono polizze che non prevedono neppure la riduzione e altre che la prevedono solo però se si sono pagati un certo numero di premi annui.

Che cos’è la carenza?

Si tratta di un periodo durante il quale si paga il premio assicurativo, la polizza è stata stipulata, ma la copertura non è ancora attivata. Con questo sistema le compagnie si proteggono da comportamenti scorretti di persone che, sapendo di essere malate, potrebbero stipulare la polizza per ottenere una rendita certa. La carenza è un elemento da valutare quando si sceglie una polizza ltc perché, se si diventa non autosufficienti durante il periodo di carenza, non si ha diritto ad ottenere una rendita. E’ bene quindi che la carenza sia la più breve possibile. La carenza in una polizza Ltc non c’è se la perdita di autosufficienza è causata da un infortunio (perché si tratta di un evento fortuito ed imprevisto e dunque l’assicurato non poteva certo prevederlo al momento della firma), mentre è in genere di 1 anno per altre cause di non autosufficienza come la malattia (alcune polizze prevedono una carenza di sei mesi), ma sale in genere a 3 anni per malattie di natura organiche come l’Alzheimer. In alcune polizze si arriva a 7 anni di carenza per perdita di autosufficienza causata da Aids.

Quando ottengo la rendita?

Per ottenere la prestazione assicurata (rimborso spese o rendita mensile) è richiesta dalle compagnie una denuncia attraverso raccomandata a/r con allegata tutta la documentazione disponibile per l’accertamento. La compagnia può richiedere un’ulteriore accertamento sanitario e controlli medici sullo stato di salute dell’assicurato. La non autosufficienza deve avere un certo livello di gravità. Le compagnie si basano sul principio delle ADL (Activities of daily living, attività della vita quotidiana). Mettono sotto esame le funzioni elementari che ciascuno di noi svolge quotidianamente: farsi il bagno o la doccia; muoversi; vestirsi; nutrirsi in autonomia anche con cibo cucinato da altri; controllare le funzioni corporali; spostarsi. Le modalità per accertare il grado di non autosufficienza variano da compagnia a compagnia: alcune considerano non autosufficiente chi non riesce a compiere da solo 4 su 6 delle attività elementari quotidiane, altre dettagliano maggiormente le ADL ed assegnano un punteggio ad ogni singola sotto-attività. Al raggiungimento di un punteggio determinato, scatta il diritto alla prestazione assicurata. Tra la denuncia, l’accertamento e l’effettiva erogazione della rendita può passare anche un bel lasso di tempo: si va da un minimo di 90 giorni ad un massimo di 210 giorni. Un elemento ovviamente da tenere in considerazione nella scelta.

Ci sono delle agevolazioni fiscali per le polizze ltc?

Sicuramente uno degli aspetti positivi di queste coperture è che danno la possibilità di ottenere delle detrazioni fiscali per il pagamento dei premi.

Le polizze LTC sia che facciano capo al settore Vita che a quello Malattia, hanno anche un vantaggio fiscale: sono detraibili ai fini IRPEF per il 19% dei premi versati nell’anno (per un importo massimo di 1.291,14 euro all’anno).La detrazione massima dunque potrà essere di 245,32 euro l’anno.